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DI CIGNI DI PANE E SALE DEL MAR CASPIO

“Persepolis” è il primo fumetto iraniano, divenuto in poco meno di dieci anni un classico della bande dessinée d’Oltralpe e non solo.

Caso editoriale in Francia, quando nel 2000 la casa editrice indipendente L’Association pubblica il primo di quattro tomi, “Persepolis” diventa un bellissimo film d’animazione nel 2007, grazie alla co-direzione di Vincent Paronnaud, regista e fumettista underground della scena francese. Film che vince due Cesar: per la migliore opera prima e il miglior adattamento.

L’autrice è Marjane Satrapi, iraniana, classe 1969, humour  tagliente, matita decisa. Un primo tentativo nella grafica, un  secondo con i libri per ragazzi. Il terzo e ultimo con il fumetto, in  cui Marjane, incoraggiata dagli illustri colleghi d’ufficio, all’Atelier des Vosges di Parigi, tra cui Joann Sfarr, racconta la sua vita in Iran durante il regime dello scià. E dà un’impronta prettamente persiana al milieu francese del fumetto.

Quello di Persepolis è un “realismo stilizzato”, ispirato ai due stili che hanno orientato le arti figurative dopo le grandi guerre: l’espressionismo, dalle linee crude e spigolose, in Germania, e il neorealismo, verace e pieno, in Italia. E spinto dalla voglia di racchiudere in una vignetta una rivoluzione.

La scelta del bianco e nero, il neo sfuggente di Marjane, i lunghi baffi degli iraniani, le barbe piene e minacciose, simili ai veli cupi e pesanti delle donne. E poi i contorni schietti, la linea minimalista, talvolta naif, l’astrazione delle geografie, l’assenza del colore. Il fumetto, anche animato, resta nelle sue due dimensioni e nello stesso spettro di sfumature, in un’alternanza di bianchi e di neri, di vuoti e di pieni.


L’umorismo, associato all’illustrazione, al taglio senza esitazioni del disegno, è un modo di comunicazione universale. “Ridere – come dice Marjane – è una forma di comprensione globale”. E la stessa funzione ha la caratterizzazione di luoghi e personaggi, che sono iraniani quanto basta. Così, Marjane srotola la sua vita in un continuo rincorrersi di allegria, malinconia, risate e inaspettata dolcezza. Come un cigno inaspettato, intagliato nella mollica di pane, e una manciata di gelsomini nascosta accanto al cuore.

“Se non sono io a occuparmi di politica, è la politica che si occupa di me”, continua. Nasce così il racconto della rivoluzione islamica in Iran attraverso gli occhi della piccola Marjane, che legge le teorie marxiste del materialismo dialettico a fumetti e sogna di fare il profeta. “Persepolis” è la storia della sua famiglia, dei suoi genitori, ribelli per natura e mai rassegnati alla natura di sudditi, della nonna, simbolo del femminismo integro e degno, dello zio, intellettuale e martire della rivolta.

Per sfuggire all’oscurantismo islamico e per continuare gli studi, Marjane vola a Vienna dove si scontra con la cultura europea, con le creste punk, con i ragazzi autorizzati a fare sesso prima del matrimonio, con il vecchio continente ben poco internazionale e eccitato all’idea di avere nella comitiva chi ha visto i morti per le strade. Stanca dell’aura di esotismo che continua a circondarla, la giovane Marjane si mimetizza tra i giovani annoiati della capitale e alla fine si spaccia perfino per francese.

Quattro anni dopo, Marjane lascia l’Europa, con il cuore spezzato e un’identità vacillante.

Il ritorno a casa riporta Marjane tra le braccia della sua famiglia, i bei capelli neri nascosti sotto un velo e l’attitudine ribelle piegata al buon costume iraniano, che la costringe ad accettare un matrimonio che rivelerà presto tutta la sua assurdità. E finalmente un altro viaggio, da vera iraniana anche senza i capelli coperti dal foulard, quello definitivo verso la Francia. Dopo aver respirato per l’ultima volta l’aria salata del mar Caspio e detto addio alle montagne di Teheran.

Perché “la libertà ha sempre un prezzo”.

Oggi Marjane è indesiderata in Iran. I Guardiani dell’Islam non hanno gradito la sua lingua tagliente e la sua ironia senza remore e timori. E le hanno chiuso le porte della sua patria.

Questo il trailer ufficiale del film.

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