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Willis il gatto e i gelsomini di Tunisi

È la sera del 13 gennaio. A Tunisi il sole è già calato e un popolo sull’orlo di una rivolta aspetta in silenzio. Il presidente Ben Ali appare in tv e, facendo appello alla buona fede dei tunisini, nasconde un tremolio nella voce e si gioca l’ultima carta dei suoi 23 anni di regime. Mentre il mondo intero lo sta a guardare.

E finalmente dice “je vous ai compris”. Lui dice di averli capiti, i tunisini. E, dopo l’ennesima giornata di violenza, assicura che i poliziotti non apriranno più il fuoco sui manifestanti, che il prezzo di pane e zucchero calerà, che verrà istituita una commissione d’inchiesta sulla corruzione. E dichiara la fine della censura sulla stampa e su internet.

È l’alba della rivolta. Place de la Kasba esulta. I tunisini acclamano. E mentre debutta quella che la stampa ha battezzato come rivoluzione del gelsomino, un gatto irriverente prende in parola “Zaba” (così i tunisini chiamano il presidente) e fa capolino sul web.

È Willis. Che approda su Facebook mentre Ben Ali termina il suo discorso al popolo tunisino. E, dalla vigilia della rivoluzione, ogni giorno racconta, senza peli sulla lingua, la rivolta, gli omicidi, gli errori della stampa internazionale, i lapsus dei telegiornali francesi, le verità che le telecamere ignorano e tutti quei piccoli e grandi cambiamenti che giungono agli occhi del mondo con qualche giorno di ritardo.

Gli occhi felini di Willis si posano impertinenti sui dettagli della vita quotidiana di una Tunisia ritrovatasi sotto i riflettori dell’intero pianeta. Dalle menzogne del governo alle sommosse per strada fino all’emancipazione delle donne che, con la scusa di andare a manifestare, ne approfittano per dare un’occhiata ai saldi.

Di vignetta in vignetta, il fenomeno di Willis from Tunis sfiora i 5000 fan su Facebook. La rivolta vista attraverso gli occhi di un gatto indigna, diverte e informa.

Celata nell’anonimato, dietro le battute caustiche di Willis, c’è Nadia Khiari, tunisina di 38 anni, tornata nel suo paese dopo aver studiato e vissuto in Francia, pittrice e insegnante all’Accademia di Belle Arti di Tunisi, una vita vissuta con la matita in mano. All’alba della rivoluzione, Nadia decide finalmente di tirare fuori dal cassetto i suoi taccuini e di raccontare quello che vede fuori dalla sua finestra. E “appeler un chat, un chat”.

Gli amici di Willis sono sempre di più ed è il sostegno dei fan che alla fine incoraggia Nadia ad uscire allo scoperto e a pubblicare le strampalate cronache del suo gatto.

Così a febbraio, arriva nelle librerie, “Willis from Tunis – Chroniques de la Révolution”, distribuito in 5000 esemplari. Nella raccolta, 120 disegni del gatto più famoso del mondo arabo che prende in contropiede l’informazione tradizionale e mainstream, raccontando con sarcasmo schietto e mordace la vita dei tunisini. Perché, questo il motto dell’autrice, “l’humour est la politesse du désespoir”.

La rivoluzione del gelsomino è solo il primo passo di una lunga marcia verso il cambiamento e verso una stampa libera e un’informazione senza censura. Ma intanto ci ha mostrato come la lingua dispettosa e schietta d’un gatto che s’affaccia dai bordi neri d’una vignetta possa raccontare la verità meglio della blasonata stampa internazionale.

E ci ha fatto vedere come il fumetto sia capace di essere un vero e proprio testimone della sua epoca. Chat-peau!

In attesa che Willis arrivi in Italia, qui la sua pagina facebook con tutte le sue avventure.

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